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Aggressività e cani tutor

L’aggressività intraspecifica e i cani tutor?

Ne avete mai sentito parlare?

Le risposte che pervengono sono “Si, ma non ho capito cosa facciano”, “No, non ho capito assolutamente che cosa facciano”.

Facciamo chiarezza!

Nell’ultimo periodo ” nei salotti cinofili”  si parla, sempre più spesso, della relazione diretta fra aggressività intraspecifica (fra cane e cane) e “cani tutor”. Secondo quanto si legge i “cani tutor” sono soggetti, con un’ottimo bagaglio comunicativo e una conseguente abilità, che sono in grado di riabilitare consimili con deficit comunicativi e sociali.

Non esprimerò alcuna opinione in merito alla definizione perché gradirei che ognuno di voi si faccia la sua idea in merito ma voglio però chiarire alcuni aspetti.

Comincio con una domanda :”La capacità di comunicare è innata o appresa?”. Questa domanda nasconde l’intera struttura di quanto vi dirò in queste righe.

Nella quotidianità le persone si rivolgono ad Affinitydog per problematiche comuni: il cane tira al guinzaglio, il cane non va d’accordo con gli altri cani. Tutte le problematiche citate convergono in un unico punto: avere un cane perfetto.

Il cane è una “macchina splendida” ma non perfetta!

Attenzione, però, neanche noi lo siamo!

Io stesso vorrei andare d’accordo con tutti e non avere antipatie ma nonostante abbia provato a migliorare aspetti del mio carattere non sono mai riuscito in questo intento e non sono stato affiancato ad un “uomo tutor” per essere riabilitato. Siamo seri, torniamo sul pianeta terra, è impossibile avere, sempre, interazioni performanti, non è nella natura delle cose e la natura non si può contraddire.

La comunicazione, purtroppo, e la capacità di filtrare i messaggi provenienti da canali differenti è dipendente da diversi fattori quali sesso, razza, gruppo di appartenenza, esperienza soggettiva ed età.

Analizziamoli uno ad uno.

  1. Razza e gruppo di appartenenza: l’Enci e tutti gli Enti che fanno capo alla stessa hanno diviso le razze, riconosciute e in fase di riconoscimento, in determinati gruppi in base al concetto di morfo-funzionalità; questo concetto fondamentale sottolinea il rapporto diretto fra conformazione e carattere e ha come origine il lavoro per il quale una razza è nata. Questa definizione, se così si può chiamare, esporta dal suo interno un altro concetto fondamentale: la selezione. La selezione di razza è il primo anello della catena per formare il futuro cane e la futura filiera ontogenetica, essa si basa su studi genetici e contro la genetica non si può lottare. Nei meandri del carattere del cane ci sono i sottoinsiemi di tempra, temperamento, ecc…che sono, tra di loro, direttamente e indirettamente proporzionali, all’aumentare di uno diminuisce l’altro e viceversa; per esempio un’alta tempra comporterà un medio temperamento, un alto temperamento comporterà una tempra medio/bassa. Capite che questi parametri sono determinati in base allo standard e a ciò che l’allevatore vuole fare;
  2. Sesso: la differenza fra maschi e femmina è determinante nelle fasi di comunicazione. Entrambi hanno la loro comunicazione e i loro versus verso un aspetto o l’altro ma diciamo che il maschio, tendenzialmente, con i suoi consimili per motivi naturali tenderà, nella maggior parte dei casi, a non andare d’accordo con i soggetti dello stesso sesso. Tutti i proprietari di cani maschi vivono una fase in comune: da cucciolo va d’accordo con tutti mentre da adulto no. Questa fase, per altro naturale, spaventa le persone di fronte ai comportamenti del proprio cane che diventa un demonio e un soggetto affetto da problemi di comportamento. Il momento, almeno per i maschi, che destabilizza i proprietari è quando comincia a fare le minzioni alzando la zampa, è giunta la crescita e la consapevolezza di essere grandi e di poter mostrare i muscoli con i competitor. Ora, questo passaggio, dalla mia esperienza, c’entra relativamente con i periodi di socializzazione che sicuramente devono essere vissuti regolarmente perché dipende molto dall’evoluzione della crescita. in natura, dato che l’obiettivo principale è la sopravvivenza, è normale competere per una risorsa, è una componente della vita di branco;
  3. Periodo evolutivo: l’età inficia sulla comunicazione. Un cucciolo avrà una comunicazione molto rudimentale e basata sul gioco mentre un soggetto giovane sarà molto irruenta, entrambe hanno dinamiche e conseguenze diverse ma nessuna è causa di aggressività intraspecifica, a meno che non sia su base traumatica.
  4. Esperienza: è direttamente collegata al punto 3. L’esperienza può modificare la capacità di comunicazione, sia in modo positivo che negativo. Ovviamente la socializzazione è un periodo fondamentale per il cucciolo perché mediante di esso il cane impara a posizionarsi in maniera corretta nello spazio e nel tempo rispetto ai consimili.

Detto questo, abbiamo visto che diversi parametri inficiano sulla comunicazione.

Veniamo ora al cuore dell’argomento.

La comunicazione è una capacità innata che, però, viene allenata ed affinata con il tempo.

Detto questo, non credo, almeno secondo la mia esperienza professionale, sia possibile che un cane con una forte aggressività intraspecifica possa diventare ” un soggetto normo-dotato” mediante l’affiancamento di un cane tutor.

Ora, nulla è impossibile ma nella mia esperienza professionale ho anche visto cani tutor (meglio definiti così) avere avversità verso specifici soggetti, rimando il tutto ad una teoria dell’apprendimento che è l’imitazione; mediante di essa un soggetto deficitario può apprendere dei modelli comportamentali rielaborati tramite il modellamento (non inteso come shaping).

Quindi credo, su basi statistici, che sia abbastanza forviante il concetto di cane tutor ma anche il concetto di socializzazione perché non esiste la macchina perfetta ma bensì una crescita esperienziale ed evolutiva.

Si tende a dare definizioni tecniche, anche corrette, che lasciano troppo spazio all’interpretazione.

La comunicazione e la relativa abilità è una capacità innata oltre che un vero e reale processo di apprendimento che parte da una fase di acquisizione, di consolidamento e mantenimento.

Concludo sperando di aver chiarito un passaggio che in cinofilia sta diventando abbastanza importante.

 

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